Cenni Storici

Gli inizi di un discorso religioso tra gli abitanti della zona di S. Rocco

Dodici anni fa la zona di S. Rocco era ben lungi dal pensare ad una Parrocchia che raccogliesse tutta la popolazione della stessa zona delle località vicine al Cimitero: Santa Maria delle Grazie, Quadrelle, Valvarino, Colle S. Teresa e Torresina. A porre questo piccolo seme da cui doveva nascere la grande e magnifica idea della Parrocchia furono le Suore Antonelli.

Nel 1966, infatti, la piccola comunità composta dalla Superiora Suor Barbara Tarani, Suor Luisa Dal Cin, Suor Gemma Buttinelli, Suor Elisabetta La Manna e Suor Costantina Viozzi, comunità che da anni si prodigava con amore e dedizione al recupero dell’infanzia abbandonata, si trasferì dalla modesta casa di Torresina, nel nuovo Istituto di Colle Girello.

Le suore hanno continuato la loro opera con lo stesso spirito di amore e sacrificio, confortate dai risultati sempre migliori e dalle famiglie che spesso nell’Istituto hanno trovato e trovano ancora qualcosa di cui mancavano: l’amore cristiano e un po’ di calore umano di cui, oggi, tutti sentono il bisogno.

Col nuovo Istituto sorse anche la piccola Cappella che fin dal primo giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 3 luglio 1966, è stata sempre gremita di gente di ogni età e di ogni classe sociale. Le suore si accorsero subito che la chiesetta era ormai troppo piccola per accogliere la popolazione che ogni domenica diventava sempre più numerosa, ma purtroppo non avevano i mezzi per superare questa difficoltà.

Un primo piccolo raggio di luce appare

Padre Ermanno Cambiè, della Congregazione dei Sacramentini, che aveva celebrato la prima Messa nella Cappella dell’Istituto il 22 giugno 1966, intuì il bisogno della popolazione che in poco tempo si era affezionata a quella piccola oasi di pace e subito concepì e realizzò l’ampliamento della cappella con i mezzi che seppe attingere dalla Divina Provvidenza.

Si direbbe che incominci per tutta la zona di S. Rocco una nuova vita, si respira una nuova aria cristiana emanata da tutte le azioni del sacerdote che con voce dolce e con il sorriso sempre pronto saluta tutti e chiama tutti per nome; ci si sente fratelli tra i fratelli. Ben presto egli è conosciuto da tutti per la sua bontà, per la sua umiltà, per il suo grande amore verso il prossimo e in particolare verso gli infermi, presso i quali passava gran parte del suo tempo per portare loro una parola di sollievo, un filo di speranza cristiana.

I Padri Trinitari di Santa Lucia che tanto si sono adoperati per portare la parola del Vangelo nelle case più lontane dal centro, ma di fronte all’aumento della popolazione nella circostante campagna (Quadrelle, Marcigliano, Loreto, Valvarino) non possono svolgere la loro missione pastorale in maniera capillare come vorrebbero; le famiglie sono cresciute, hanno bisogno della presenza più assidua del sacerdote, hanno bisogno di una testimonianza di vita cristiana più viva e più reale, più confacente alla loro realtà ambientale. Di fronte a tanta esigenza, a tanto ardore e a tanta insistenza il Vescovo non sa resistere e in piena assemblea, tenuta proprio nella Cappella delle suore dà il Suo assenso: “Sia fatta la volontà di Dio, la zona di S. Rocco avrà la sua Parrocchia”, sono le testuali parole di Mons. Pietro Severi (1903-1984 vescovo di Palestrina dal 1966 al 1975).

Erezione giuridica della Parrocchia

Il 28 ottobre 1973 alle ore 11,00 con solenne cerimonia Mons. Pietro Severi concelebra insieme a Mons. Attilio Borzi, cancelliere, a Don Amedeo Leonardi e Padre Ettore Marini. Al termine del rito Eucaristico di erezione della parrocchia Mons. Attilio Borzi legge la bolla.

Il desiderio giusto e santo è diventato realtà, è la prima conquista di quanti hanno lottato per il bene comune, di una società cristiana che ama temprarsi nelle verità del Santo Vangelo. È la conquista di chi crede nella grande famiglia che è la Chiesa che come madre affettuosa ama i suoi figli e per tutti ha una parola buona, una carezza, un atto, un sorriso e per tutti teme e per tutti prega; ama tutti perché tutti sono parte di se stessa, ma più di tutti il più lontano perché sente che le manca, che le sfugge. Tale è la Chiesa che premurosa prova lo strazio della madre che fra tanti figli affettuosi cerca l’affetto del peggiore, cerca il figlio che il vizio e i comuni mali della società allontanano da lei. Manca però ancora qualcosa una Chiesa nel senso stretto della parola, la dimora di Dio che accolga i fedeli desiderosi di conoscersi, incontrarsi, volersi bene nella buona e nella cattiva sorte, desiderosi di crescere nella fede cristiana di far parte della grande famiglia del Signore, ma c’è carenza di mezzi per costruirla.

Il nuovo Parroco

Il 10 novembre 1974 viene eletto parroco Don Giuseppe Marino; questo atto è un nuovo passo verso la realizzazione della parrocchia della Sacra Famiglia. Il nuovo parroco con la sua dinamicità, la sua volontà, il suo desiderio pregno di ottimismo e di illimitata fiducia nella Divina Provvidenza, dà la carica a quanti ancora, tiepidi cristiani, non sanno far tesoro delle parole del Vangelo: “Bussate e vi sarà aperto”, “Chiedete e vi sarà dato”. Facendo tesoro degli insegnamenti di Padre Cambiè, non lascia nulla di intentato e, con umiltà mal celata, bussa alle porte del ricco e del povero. Perché la chiesa sarà degli uni e degli altri, ma in modo particolare di quelli che oggi ancora non hanno incontrato il Cristo nella loro vita, perché non hanno avuto l’occasione, il movente, il luogo più adatto per ravvedersi, per riconciliarsi con Dio e con gli uomini.

Ottobre 1975 La Diocesi di Palestrina passa sotto la guida del nuovo Vescovo Mons. Renato Spallanzani (1910-2001, vescovo di Palestrina dal 1975 al 1986) Il nuovo Vescovo appena preso possesso della Diocesi si è interessato vivamente della costruzione della Parrocchia della Sacra Famiglia e con il Suo caldo e affettuoso aiuto e con una continua e costante presenza morale e fisica ha incoraggiato il parroco a effettuare viaggi alla ricerca di una soluzione fattiva alla grande impresa della costruzione. Senza paura il parroco affronta ogni cosa, non è fatto per la vita comoda, non calcola le distanze per poter chiedere un consiglio buono, un aiuto morale e anche materiale, perché la Divina Provvidenza, come sempre ripete a tutti, ha le braccia infinitamente lunghe. Instancabile non si ferma mai, le difficoltà pratiche per la costruzione della chiesa sono di ogni ordine e grado, girare per gli uffici della Capitale è diventato il suo pane quotidiano e quando le difficoltà sono diventate insormontabili non si è mai arreso, ma è ricorso sempre alla fonte inesauribile di energie: la preghiera e in essa ha trovato la forza e il desiderio di continuare con più vigore e con più fede. Con l’aiuto di Don Marino Rosicarelli che con un senso profondo di apostolato conquista giovani e adulti, la parrocchia prende pian piano un vero aspetto di universalità spirituale e sociale.

Inizio lavori 17 Luglio 1978

L’impresa che è stata scelta per i lavori, finalmente inizia la costruzione. La gente del rione è fiera, la gioia si legge su tutti i volti, i giovani apprendono la cosa con entusiasmo, tutti siamo contenti. Il Vescovo Mons. Renato Spallanzani è tutto preso per star vicino più di prima, al parroco e a tutta la popolazione proprio perché è suo desiderio dare a tutti i fedeli di S. Rocco una degna dimora di Dio. La Casa di Dio è di tutti, la casa di Dio serve per sviluppare lo spirito e crescere secondo il Vangelo.

È necessario dare una mano generosa, è dovere di tutti sostenere il parroco nei momenti più difficili, non c’è bisogno di solo denaro per la costruzione, c’è bisogno, in primo luogo, di uomini di buona volontà che formino per prima la chiesa militante, che ingrossino le file dell’attuale chiesa. Sono molti quelli che operano per il bene della parrocchia, sono uomini, donne, sono i giovani dell’Azione Cattolica che danno una mano al parroco che da solo non potrebbe svolgere la sua opera; sono infatti i giovani che curano la preparazione dei piccoli che si apprestano a ricevere per la prima volta l’Eucarestia, tutti avvicinano gli infermi bisognosi di sollievo e i poveri che negli stenti della vita si sentono più soli.

Il 22 giugno 1997 veniva consacrata la nuova costruzione con grande presenza di popolo.
Nel 2003 il parroco don Giuseppe Marino (1936-2017) lasciava l’incarico a don Franco Proietto.

Preghiera finale

Fa’ o Signore che gli uomini, che le donne e i giovani al servizio della Chiesa siano sempre più numerosi, fa’ che il titolo che questa Parrocchia porta sia di buon auspicio e che i suoi fedeli uniti dai medesimi intenti, formino una vera SACRA FAMIGLIA; fa’ che la loro opera sia da Te benedetta, che operino secondo il Tuo volere e per il bene di tutti.

Benedici, o Signore, gli uomini che per la Chiesa operano e per essa soffrono e si umiliano, aiuta i benefattori e da’ loro la giusta ricompensa e la gioia di sentirsi utili, sostieni questa Parrocchia e fa’ che diventi fonte di energie spirituali per quanti amano Dio e il prossimo, per quanti hanno sete di verità e di giustizia e sia porto sicuro a chi nella tempesta della vita cerca un’ancora di salvezza, una mano amica, una parola di conforto. un angolo per ravvedersi, per incontrare il Signore e per unirsi agli uomini di buona volontà.

Chiediamo ancora un’ultima benedizione a Te o Maria, nostra Madre, guarda i tuoi figli che tendono le braccia a Te che sei la mediatrice di tutte le Grazie, entra nelle nostre famiglie e porta con Te la gioia, la serenità e la Pace. Amen.

Uomini, Donne, Giovani e Ragazzi di Azione Cattolica, Gruppo Lavoratori Sacra Famiglia

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